Inverno, il periodo ideale per la programmazione degli obiettivi

Un nuovo anno è iniziato, e come sempre accade, questo è il momento di fare una lista di “buoni propositi”. Quante volte hai sentito dire “fissa le tue mete”, “scegli i tuoi obiettivi”, “scrivi una lista di cose che vuoi realizzare”… ?E quante volte queste liste sono rimaste solo delle buone intenzioni senza realizzazione pratica ?

Il vero motivo è che non serve una lista di buoni propositi per il nuovo anno, ma serve un Programma.

Questo vale tanto nella vita di tutti i giorni, quanto e ancor di più nella corsa a piedi, in cui ogni cosa che facciamo o non facciamo si ripercuote in positivo o negativo nelle nostre prestazioni.

Per vivere e godere fino in fondo dei piaceri della corsa bisogna essere preparati.

Che cosa significa essere preparato? 

Vuol dire che occorre avere delle linee guida per gestire il proprio fisico in modo equilibrato, in base alla età e alle caratteristiche lungo tutto il corso di un anno.

In altre parole, ciò che serve non sono dei buoni propositi, ma un programma che porta il runner dal punto in cui si trova ora, al punto in cui si vuole arrivare. Un “programma” non soltanto per chi vive la corsa con spirito competitivo, ma anche a chi corre per puro divertimento.

Ad inizio anno siamo quindi chiamati a programmare. Se non lo si fa, rischiamo di venire travolti dal vortice del desiderio. Oramai nel calendario globale c’è sempre qualcosa che merita di correre, magari di passaggio, “senza tirarla”, come dice il podista, ma così poi difficilmente accade.

Logorare il motore vuol dire far decadere le prestazioni, aumentare la ciclicità degli infortuni e provocarne di natura seria. Si possono inserire anche trenta gare in un’annata ed avere una grandissima efficienza, ma ciò deve prevedere la giusta rotazione agonistica e dei macrocicli preparatori.

Nelle programmazioni mal strutturate si arriva alla decadenza del rendimento atletico e/o a frequenti stop anche in presenza di scarsa densità di competizioni.

In atletica è semplicemente il corpo che deve migliorare i suoi parametri, l’aspetto tecnico è importante, ma non quanto in altri sport dove anche l’abilità o l’uso di un attrezzo concorrono in misura sostanziale al raggiungimento dei propri traguardi.

Come tracciare

E’ opinione diffusa, in campo tecnico, che sia una buona abitudine scegliere ad inizio anno gli obiettivi primari.

A seguito di ciò si dividono i periodi dell’anno in macrocicli ed in cicli minori.Si passa poi a decidere di quante settimane devono essere lunghi i vari step e con quale frequenza debbono essere immessi determinati stimoli.

Da non dimenticare gli allenamenti “pilota” che devono mantenere accese alcune qualità anche nei periodi dove stiamo pensando ad altro. Non bisogna mai distruggere la nostra natura e quello che abbiamo costruito nelle annate precedenti. Il corridore è una continua evoluzione di valori e di fasce sensibili.

Nei soggetti monitorati da allenatori, si evidenzia come la natura abbia codici fissi ed altri variabili. Tuttavia non possono essere fissati con certezza scientifica questi sottili meccanismi. Per questo motivo, ogni anno bisogna rielaborare quanto valutato 12 mesi prima.

Questo avviene in base ai risultati ottenuti ed al livello di adattamento ottenuto sulle varie capacità.

Allenare il corpo è un qualcosa di meraviglioso perché abbiamo a che fare con un elemento unico ed irripetibile in natura.La sfera organica ed emozionale di ognuno di noi è decifrabile per una parte, sta all’atleta ed all’ascolto di sé arrivare a comprendere i segnali che arrivano dal lavoro dell’organismo.

Andiamo sul concreto:

1 – Scegliere una caratteristica, una qualità, una capacità che deve essere migliorata per aumentare le prestazioni del podista. (esempio: voglio migliorare nelle salite, voglio aumentare la media al km…)

2 – Trovare il modo per migliorarla e concentrare gli sforzi per 30 giorni su questo aspetto.

3 – Ripetere lo stesso ogni mese con una specifica qualità differente.

Questa scadenza di 30 giorni, è un orizzonte temporale breve che permetterà di non perdere mai la motivazione. Il concentrarsi su una specifica qualità permette inoltre di avere risultati misurabili nel giro di poco tempo e questo aiuterà ancor di più a trovare nuovi stimoli per migliorare sempre.

Per fare un esempio concreto e non limitarmi a parlare di cose teoriche, mi rifaccio ad un ciclo di lavori volto a migliorare una delle qualità che costruiscono una condizione fisica completa, duratura e performante.

  1. Forza
  2. Resistenza Aerobica
  3. Potenza Aerobica
  4. Potenza Anaerobica
  5. Ritmi Gara
  6. Mantenimento

C’è tuttavia, come sopra menzionato, un risvolto personale… Fare atletica, fare sport, significa mettersi in gioco.

Non raggiungere quanto previsto non è mai una sconfitta se il percorso per arrivare ad esso è stato stimolante.

L’atleta che si rispetta riesce a capirsi e quando si ascolta non perde mai, può solo vincere un po’ meno.

a cura di Devid Renzi

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