L’importanza di ragionare per obiettivi – a cura di Cinzia Botter

Le persone tendono a sopravvalutare la quantità di obiettivi da perseguire durante un anno e a sottovalutare quanto possono, invece, riuscire a fare in cinque anni.
Programmare troppi obiettivi da raggiungere in un anno ci può sovraccaricare, ci può portare al raggiungimento solo di alcuni..o di tutti, ma stremandoci.

E, quindi, a quante e quali gare vuoi partecipare quest’anno? Quali sono veramente importanti per te? Che risorse puoi utilizzare? Cosa deve succedere, che dipenda da te, per riuscirci? A cosa sei disposto a rinunciare? Qual è il tuo piano d’azione? Quando inizi?

Gli spunti possono essere tanti. Partiamo dalle basi per impostare un obiettivo. Basta un’agenda? Basta desiderarlo con la mente? Che caratteristiche deve avere un obiettivo per essere raggiungibile?

Un atleta ha fame di risultati, non vuole improvvisare e sperare nel risultato a cui ambisce: vuole portarlo a casa..e non nel prossimo millennio.

Qualsiasi cosa succeda in gara, questo genera un risultato: ci sono risultati che ci gratificano e altri no.. L’obiettivo va strutturato per tempo, compreso il calcolo degli imprevisti, con un approccio flessibile agli ostacoli. Sta a noi il come reagire agli imprevisti, compreso, ad esempio, il caldo e l’umidità o il freddo e la pioggia (come nell’ultima maratona di Firenze)..che certo non dipendono da noi. Nel mental coaching, la gestione dello stato d’animo e del dialogo interno legata agli imprevisti, è importante anche per un atleta professionista e va allenata.

Un obiettivo deve essere SPECIFICO, DEFINITO,MISURABILE ed ESPRESSO IN POSITIVO: deve rispondere alla domanda “cosa voglio veramente” e non “cosa non voglio”..Devo poterlo vedere nella mia mente come una fotografia. Più le nostre immagini mentali sono ricche di dettagli, più intense saranno le sensazioni associate e più attiveremo, di conseguenza, le nostre risorse consce e inconsce.

Deve essere CON UNA SCADENZA: serve indicare giorno, mese, anno. Non basta indicare il periodo o il mese. Una maratona, ad esempio, si fa in una data ben precisa. Ogni obiettivo deve avere, infatti, come una gara, una data di scadenza definita, entro la quale viene portato a termine. Vale per una dieta, un obiettivo lavorativo, il cambio di casa..o si rischia che rimanga un sogno. Vale la pena rischiare? Un obiettivo deve essere FATTIBILE e MOTIVANTE: sono due cose che vanno a braccetto. Ci sono obiettivi che ci possono far sognare e che, onestamente, non sono raggiungibili..o quanti in sovrappeso dimagrirebbero di 20 kg in un mese? Un obiettivo va scritto IN FORMA SCRITTA: se non si ha la disciplina per scriverlo, figuriamoci per realizzarlo..

Un obiettivo deve ESSERE ALLINEATO CON I NOSTRI VALORI PERSONALI, con la nostra identità, la nostra mission e la nostra vision. Deve essere IMMAGINABILE: qualsiasi cosa realizzata, prima è stata concepita nella mente. Deve essere CONDIVISIBILE CON GLI ALTRI: per qualcuno, è difficile il farlo, ma, ad esempio, parlarne con chi ci circonda è utile. Ci dà una spinta a perseverare e non mollare, per non fare brutte figure nel desistere.

Deve essere SUDDIVISIBILE IN SOTTO-OBIETTIVI da monitorare con cura.

Non è importante solo il raggiungere un obiettivo: è importante la persona che diventiamo. Quello che ci portiamo veramente a casa, non è la medaglia in sé, o il podio, o l’aver portato a termine la gara, nonostante tanti ostacoli: è l’emozione che ci resterà per sempre. Dobbiamo diventare la persona che non siamo mai stati, attingendo a risorse nuove..e pensando già ad un obiettivo successivo.

a cura di Cinzia Botter

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