20^ Corriamo al Tiburtino – Roma 17/11/19

Ventesima edizione, di questa manifestazione, che oramai è diventata una delle più longeve e classiche del podismo romano, che si svolge in uno dei quartiere più popolosi del sud est della Capitale.

Questa manifestazione rappresenta l’ultima tappa delle otto, del 1°” Gran Prix una strada per l’atletica 2019”e la 14^delle diciassette, del 2° Trofeo CorriAvis, campionato podistico riservato a runner donatori.

Partecipo a questa gara, per la terza volta complessiva, la seconda consecutiva, e come per l’ultima gara a cui ho partecipato, la”12^Corsa dei Santi”, il mio obiettivo personale è farla sotto i 45 minuti.

Rimane uno dei 10 mila più partecipati e veloci della Capitale, dato che vi sono poche curve, ed il più del percorso si svolge su lunghi viali e controviali, anche se ci sono un paio di salitelle che spezzano il ritmo.

Dopo esser andato a ritirare il pettorale ed il paccogara il giorno prima, con mia enorme sorpresa, non ci hanno dato l’asciugamano previsto nel paccogarapubblicizzato, ma solo la solita maglia tecnica e per festeggiare la ventesima edizione, la sempre ben apprezzata medaglia da finisher.

La Partenza

Arrivo sul luogo della manifestazione a circa mezzora dalla partenza, dopo una notte funestata da temporali e vento forte che ha portato ad annullare diverse gare nella provincia.

Dopo essermi cambiato, raggiungo degli amici ai gazebo e facciamo un bel riscaldamento ed a dieci minuti dallo start ufficiale ci mettiamo dietro l’arco di partenza, e ci troviamo abbastanza distanti dallo stesso, e siamo allietati dalla fanfara dei bersaglieri che a pochi attimi dal via suona l’ Inno di Mameli.

Il tempo regge ed il vento è assente, verso la fine della mia gara, si affaccia anche un po’ di sole, e la temperatura rimane sui 12-13°.

La partenza avviene nel viale parallelo di quello d’arrivo; e nelle prime centinaia di metri si deve stare attenti a non sbattere contro altri runner, e preferisco correre “sfruttando” i marciapiedi.

Nonostante l’affollamento e qualche zigzag, riesco a mantenere un ritmo abbastanza uniforme, ma leggermente più veloce di quello che avevo previsto; già dal primo km il mio ritmo è inferiore ai 4e20 al km, ma poi riesco ad alzarlo leggermente, per arrivare al cartello dei 5 km, ad una media di 4e21.

Il percorso è tutto su asfalto e quasi sempre tratti su stradoni larghi che consentono di correre abbastanza bene, e la difficoltà maggiore è evitare qualche buca e qualche pozzanghera.

Poco prima e poco dopo il ristoro, posizionato subito dopo il 5° km, vi sono diverse centinaia dio metri di leggeri saliscendi, in cui cerco di non esagerare, per averne fino alla fine.

Il passaggio al 5°km avviene alla media di 4e20, e decido di rallentare leggermente per cercare di accelerare nell’ultimo km; difatti dal 6° al 9° km, vado tra i 4e25 ed i 4e27 al km; intorno all’8°km, si ripassa da dove siamo partiti, andando nella stessa direzione, e poi per circa 1, 5km si rieffettuail primo km e mezzo di gara, facendo un paio di falsopiani di poche centinaia di metri, poco prima del 9°km e a circa 500 metri dall’arrivo.

L’arrivo e i vincitori della 20^ Corriamo al Tiburtino

Nell’ultimo km accelero un po’, soprattutto nell’ultimo rettilineo di circa 200 metri, e riesco a recuperare qualche posizione, concludendo nel real time di 44minuti e 7 secondi, alla media di 4e25. Vorrei allungare un po’, nell’ultimo rettilineo di circa

Primi classificati, sui 1077 arrivati, sono tra gli uomini l’eritreo AMANIEL Freedom (FORUM SPORT CENTER SSD SRL ), con il tempo di 30 minuti e 58 secondi, e tra le donne l’ucraina YAREMCHUK Sofiia (ASD ACSIITALIA ATLETICA), che bissa il successo dello scorso anno con il tempo di 35 minuti e 3 secondi e si classifica anche 13^assoluta.

Una buona organizzazione generale, con un buon ristoro finale, e con la chicca della medaglia da finisher, ma un paccogara da migliorare senz’altro anche perché non si può pubblicizzare una cosa e poi non trovarla; sarebbe gradito, visto il percorso in cui si passa in dei punti più volte, un rilevamento intermedio (es. all’8°km, mantenendo l’arco ed il tappetino della partenza) e magari una classifica finale nel real time, vista la confusione e l’ammassamento in partenza.

A cura di Alexio D’Alessio

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