27^ Corri per la Befana – Roma 06 Gennaio 2019   

Partecipo per la quinta volta a questa manifestazione, dopo aver saltato l’edizione del 2017.

Questa gara rappresenta l’inizio del calendario podistico di Roma e del Lazio, e riscuote sempre un ottimo successo di partecipanti, che verrà confermato anche quest’anno.

La novità quest’anno è che la gara rappresenta la prima di otto tappe, del”Gran Prix  una strada per l’atletica”, costituito da otto gare su varie distanze, che sono divenute ormai delle grandi e rodate classiche, del podismo romano e laziale.

Per me rappresenta anche la 1^tappa del campionato CorriconAvis 2019, un campionato podistico riservato a runner, donatori attivi.

Oltre alla 10 km competitiva, è prevista una 10 km non competitiva, ed una 3 km non competitiva, riservata quasi esclusivamente alle scuole del municipio, che partirà un quarto d’ora prima delle distanze maggiori, e si svolgerà quasi interamente nel parco.

E’una mattinata abbastanza fredda, in cui faccio fatica a parcheggiare, anche se arrivo in zona ritrovo, a circa un’ora e mezza dalla partenza.

Arrivo all’oratorio di San Policarpo, per ritirare i pettorali, per il mio team, ed il paccogara, costituito dalla solita maglia tecnica, un buono, un integratore e una bottiglietta di chinotto o aranciata, ed aspetto che arrivino i miei compagni di team.

Sono stato in questo posto già la mattina del sabato, portandoci mio figlio, dato che avevano organizzato delle attività ginniche per far giocare i bambini di tutte le età, per avvicinarli al mondo dell’atletica; in conclusione della mattinata stessa, sono state fatte le “volate” della Befana sui 50 metri, in cui a tutti i bambini venivano consegnate delle medaglia di partecipazione, offerte dal CSI. Nel giro di circa mezzora arrivano, e dopo aver dato il pettorale all’ultimo arrivato, insieme ad altri due, ci dirigiamo ai gazebo adibiti a spogliatoio, al cui fianco è previsto il deposito borse.

Decido di correre con cappello e guanti, ma ciò che mi dà fastidio sono le dita dei piedi gelide, che non riesco a scaldare a sufficienza.

A poco meno di venti minuti allo start, ci dirigiamo in direzione dell’arco di partenza, in cui riesco a guadagnare posizioni ed ad oltrepassare il tappetino di rilevamento chip, dopo soli sei secondi dal via ufficiale.

Il mio obiettivo è farla intorno ai 45 minuti, poiché non so il mio stato di forma, e dopo aver fatto un 5mila un po’ tirato la mattina prima.

La partenza è un po’ caotica, dato l’elevato numero di partecipanti, e cerco di seguire sempre la stessa traiettoria, stando il più a destra possibile, sfruttando anche i marciapiedi.

Dopo circa 400 metri, ci immettiamo sulla parallela della Tuscolana, in cui la strada si restringe, e poco prima di girare con una curva a 90°, a destra, per prendere via delle Capannelle, è posizionato il cartello del 1°km; decido di andare a sensazione e guardare il GPS, solamente in prossimità dei cartelli kilometrici, e già dal primo km, sono molto più veloce delle mie intenzioni.

Il percorso è quasi completamente piatto, ed è caratterizzato da poche curve, anche se non manca qualche breve saliscendi.

Il mio ritmo è decisamente molto più veloce del previsto, e vorrei rallentare qualche secondo, ma le gambe sembrano andare da sole e non ci riesco.

Dopo il 4°km, ci immettiamo su via Appia, un vialone bello largo, in leggera discesa, che non mi fa rallentare, e ciò mi preoccupa dato che ho paura di scoppiare.

A metà di questo vialone, è posizionato il cartello del 5°km, in cui passo ad una media di 4e09 min/km, e subito dopo vi è il ristoro intermedio di sola acqua.

Da qui si svolta a destra, ed il pericolo è stare attenti alle radici degli alberi, e alle buche del manto stradale, in questo tratto di circa un km, costituito da qualche breve saliscendi; dopo il passaggio sotto ad un ponte della ferrovia, vi è una doppia curva ad esse, dove dopo la seconda, finisce il tratto asfaltato ed inizia lo sterrato, che appena dopo il 7°km ci fa entrare nello sterrato vero e proprio del bellissimo “Parco degli Acquedotti”.

Il primo tratto, di qualche centinaia di metri, ci vede costretti a correre in single track, dato che vi è un po’ di fango, ma da ciò trovo giovamento, per rallentare di qualche secondo il mio ritmo ( questo sarà il km più lento in gara e lo farò a 4e26).

Dopo un tratto tipo cross, vedo che riesco a mantenere il mio passo, ed a recuperare diverse posizioni, anche se qualche breve saliscendi si fa sentire, ma le gambe sembrano andare da sole, e controllo il Gps, solo per vedere quanto manca.

Dopo il 9°km, passando sotto un’arcata dell’acquedotto, invece di prendere la stradina che lo costeggia, prendiamo quella parallela, che percorriamo per circa 800 metri, ed in questo tratto mi superano due runner, ma non gli dò importanza, poiché già sono ampiamente sotto, il tempo che avrei voluto fare.

Vi è una curva secca a sinistra, in cui ci viene urlato di stare larghi, per la presenza di fango, con il pericolo di cadere, che avremmo trovato alla curva successiva, distante circa 50 metri, che ci faceva uscire dal parco, e quindi dallo sterrato, e ritornare sull’asfalto per l’ultimo sprint di circa 150 metri, in cui recupero tre-quattro posizioni, e concludo nel real time di 42 minuti e 30 secondi, ad una media di 4e13 al km.

Arrivo 276° assoluto sui quasi 1800 totali, e stabilisco il mio PB in questa manifestazione, migliorando la media di 2 secondi del risultato del 2016.

I vincitori risultano essere, tra gli uomini ZERRAD Mohamed (ATLETICA BIOTEKNA MARCON) con il tempo di 31min e 53sec; tra le donne, vince, classificandosi 21 esima assoluta FASCETTI Sveva (ASD ACSI ITALIA ATLETICA), con il tempo di 35 minuti e 48secondi.

Come sempre una gara molto partecipata, e molto bene organizzata, anche se la solita maglia tecnica del paccogara ha stufato, e la quota d’iscrizione di 14 euro, risulta un po’ elevata.

a cura di Alexio D’Alessio

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