36^ Firenze Marathon – 24/11/2019

Partecipo per la terza volta consecutiva a questa maratona, a quasi 8 mesi dalla precedente, quella di Roma, in cui mi ero ritirato al 15esimo km per un problema al polpaccio.

atleta firenze marathonNon ero intenzione a farla, ma ho deciso circa un mese e mezzo prima, approfittando di un pettorale a prezzo scontato.

Nella “preparazione” non sono andato oltre tre mezze, fatte tra fine settembre ed inizio novembre.

Parto il sabato dopo pranzo da Roma, ed in attesa che arrivi un compagno di squadra col treno successivo, mi dirigo in albergo per lasciare il borsone, a poche centinaia di metri dalla stazione.

All’arrivo del mio amico, ci rechiamo al marathonvillage, che come dall’anno scorso si svolge dentro la stazione Leopolda.

Rispetto allo scorso anno lo trovo più scarno e dopo aver ritirato il pettorale ritiriamo il paccogara costituito da una sacca con pochi gadget e la maglia a maniche lunghe dello sponsor tecnico.

Dopodichèci dirigiamo in albergo per ritemprarci e posare i pacchigara e poi ci andiamo a fare un giro in centro, in una bella atmosfera natalizia, anche se inizia a piovigginare, in cui la tappa al Disney store è d’obbligo, per prendere il regalo ai nostri piccoli che ci aspettano a casa, e poi andaimo a cena con un gruppo di maratoneti, amici di un’amica in comune, e come da tradizione ci “buttiamo” sulla pizza.

La mattina della gara, ci svegliamo abbastanza presto per la colazione, che facciamo dopo esserci messi “in tenuta da gara” opto per gli shorts, la canotta societaria ed i manicotti, oltre che l’essere avvolti dal telo termico del paccogara.

Usciamo dall’albergo e ci dirigiamo verso le griglie, la temperatura è ideale ed il tempo è un po’ nuvoloso, ed a mezzora dalla partenza ci salutiamo, e ci “ingrigliamo” nella griglia di appartenenza.

Il mio obiettivo è cercare di farla a 6, 6e10 di media, per cercare di “durare” il più possibile, poiché temo che la mancanza di “lunghi” e della preparazione adeguata, verranno fuori con il passare dei km.

La partenza

Dopo le hand bike ed i maratonabili avviene il via ufficiale, quando sta spuntando un pallido sole, e ci metto più di tre minuti a passare sul tappetino rilevazione-tempo.

Fin dall’inizio, nonostante il traffico riesco a correre bene e cerco di seguire il più possibile la linea verde della linea ideale, e “viaggio” decisamente più veloce del previsto; già al secondo km sul controviale in cui stiamo, incrociamo i primi, e cerco di incrociare lo sguardo con qualcuno che conosco per incoraggiarci a vicenda. Il passaggio ai 5km avviene ad una media di 5e34, e devo cercare di rallentare un pochino, ma non è facile, poiché c’è parecchia gente, oltre i volontari, che ci incita, persino dalle finestre.

Intorno al 7°km, inizia il tratto delle cascine, in cui soprattutto all’inizio la strada si restringe parecchio, e molti ne approfittano per fermarsi per bisogni fisiologici, ma comunque si riesce a correre abbastanza bene.

Intorno all’8° km s’incrociano  i primi, un gruppetto di sei atleti,  che “ escono” dalle cascine, e dopo pochi minuti incrociamo il gruppetto con le prime donne.

In un tratto on un’ampia curva, intorno al 9° km, vi è un tappetino di rilevazione tempo, penso per rilevare eventuali tagli-percorso, e poi vi è il tratto bello largo che costeggia l’Arno, in cui il passaggio al 10°km, la mia media è salita di un paio di secondi.

Vedo che con il passare dei km il gruppo in cui corro si assottiglia, e questa volta riesco a vedere il cartello del 13°km dedicato a Davide Astori, che riesco a toccare e mandare un bacio al cielo ( rispetto allo scorso anno, vi erano solo un paio di persone in attesa del nostro passaggio, in prossimità di questo cartello!).

Il tempo è nuvoloso ma col passare dei km fa quasi caldo.

Uscendo dalle “cascine” cerco di avere un ritmo abbastanza uniforme, rallentando ed usufruendo nei ristori e negli spugnaggi, e la mia media ne risente di poco, difatti il passaggio ai 15km avviene alla media di 5e37, e poco dopo ci dirigiamo verso il centro.

Intorno al 19esimo km, c’è lo spettacolare passaggio su Ponte Vecchio, tra due ali di folla cheil è molto avvolgente e ti dà la carica, anche se quasi mi viene da piangere per la commozione; subito dopo incontro e supero il “treno” dei maratonabili, e poi dopo aver attraversato un ponte sull’Arno, ci immettiamo sul Lungarno, dove è posizionato l’arco del passaggio alla mezza maratona, che avviene appena sotto le due ore, alla media di 5e38.

Poco dopo la mezza si passa a Piazza Santa Croce, in cui, rispetto allo scorso anno c’è molta più gente a fare il tifo.

Cerco di seguire, quando posso la linea verde per terra, che rappresenta la linea ideale da seguire, ma noto che in tanti tratti, soprattutto nei tratti del centro storico, non è segnata.

Dal ristoro del 25esimo, i km successivi ai ristori stessi, saranno i più lenti in gara, intorno ai 6min/km.

Intorno al 30esimo km, costeggiamo lo stadio Artemio Franchi, ed entriamo, facendo quasi un giro completo di pista, nello stadio d’atletica Ridolfi, in cui il tartan mi fa decisamente velocizzare il passo, e sento che le gambe stanno risentendo dei non “lunghi” fatti, e vado avanti con la testa e con la voglia di finirla.

L’unica difficoltà è un sottopasso seguito da una salitella, breve ma intensa, in cui tanti camminano,e dopo di questo mi superano i pacemaker delle 4 ore.

Dopo il ristoro del 35esimo, in cui la media generale si è alzata di un paio di secondi, faccio un conto a mente, deducendo che per finire sotto le 4 ore dovrei accelerare leggermente, ma temo a farlo perché temo di scoppiare, e mi vedo costretto a camminare nel “muro” rappresentato da un cavalcavia, appena dopo il 35esimo km, ma la sua successiva discesa mi dà la forza di affrontare gli ultimi 5-6km di gara, in cui si ritorna in centro, e sono come in tranche e non vedo quasi più il gps e i cartelli di rilevazione chilometrica.

Benedico il ristoro del 40esimo, in cui la mia media generale si è alzata di un altro secondo, ed anche se “perdo” una trentina di secondi, andando con il mio ritmo recupero parecchie posizioni.

L’ultimo km di gara è rappresentato dal vialone lastricato da cui siamo partiti ore prima, e dall’ultima curva che poi coi 200 metri finali ci porta all’arrivo (anche qui riesco a superare parecchi runner!), vedendo che il timer sopra l’arco d’arrivo “segna” che abbiamo passato da poco le 4 ore, e quando stoppo il gps, vedo con immensa sorpresa, che il mio real time è di 3 ore 57 minuti e 3 secondi.

Lascio il chip ed indosso la bellissima medaglia in rilievo, e poi ritiro il telo termico e la sacca ristoro ed esco dalla zona transennata, e non vedo l’ora di farmi la doccia e mangiarmi la tanto agognata fiorentina.

Solo dopo un po’ di tempo, navigando su internet, io ed i miei amici, leggiamo che per una fuga di gas, nei pressi della fine del percorso, gli organizzatori hanno ritenuto per la sicurezza dei partecipanti, ridurre di circa 520 metri il percorso, ed il tempo sarà ufficializzato solamente per i primi 60 arrivati, che sono transitati prima di questa “deviazione”.

L’arrivo e i vincitori della 36^ Firenze Marathon

I vincitori risultano essere, tra gli uomini l’etiope BEKELE, che con il tempo di 2 ore 10 minuti e 14 secondi, sfiora il personale di un secondo; tra le donne vince a sorpresa, classificandosi 11^assoluta, l’esordiente britannica PIASECKI con il tempo di 2 ora 25 minuti e 29secondi.

Primi italiani: tra gli uomini 6°assoluto TERRASI Alessio (GP PARCO ALPI APUANE), con il tempo di 2 ore 19 minuti e 53 secondi; tra le donne, arriva 4^assoluta, STEFANI Elisa (ASD BRANCALEONEASTI) che sbriciola il suo PB di oltre un minuto, concludendo con il tempo di 2 ore 31minuti e 57 secondi.

Un’ottima organizzazione subito pronta a trovare la soluzione per la fuga di gas, che seppur accorciando il percorso di circa 500 metri, ha garantito la sicurezza ai quasi 8 mila partecipanti; i volontari molto gentili, che ci hanno supportato in tutto il percorso; rispetto agli anni scorsi ho notato molto più tifo dai turisti e gente del luogo, che ci incitava persino dalla finestre. Meno band musicali, rispetto allo scorso anno, ma parecchi furgoni con mega casse che “sparavano” musica a tutto volume. Sempre un bel percorso, un po’dispersivo nel tratto delle cascine, ed un po’caotico, nei primi 5-6km; dato il numero degli iscritti bisognerebbe pensare ad una partenza ad onde,e proprio per questo, sarebbe opportuno fare la classifica con il Real Time.

A cura di Alexio D’Alessio

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