Il neofita della Corsa

Ricordate quando per la prima volta avete deciso di andare a correre? Sicuramente qualcuno di voi ha rimesso dall’eccessivo sforzo, altri invece si sono causati un infortunio muscolare e in quanti l’hanno finita con delle dolorose vesciche ai piedi?

Cosa scatta dentro di noi quando prendiamo questa folle decisione?

Abbiamo la certezza che sarà faticoso e doloroso, eppure ci ostiniamo e non cambiamo idea caricandoci di determinazione.

Potrebbe essere perché abbiamo tanti amici che corrono? Oppure perché vogliamo rimetterci in forma perdendo qualche chilo?

I motivi sono tantissimi e indipendentemente da quale esso sia, è certo che non lo dimenticheremo mai, perché vivremo tanti momenti in cui gliene saremo grati e altri invece dove lo odieremo ferocemente.

Ogni tanto mi capita di pensare a quando ho iniziato a correre

Ero decisamente in sovrappeso, utilizzavo delle vecchie scarpe tutte rotte ormai in disuso recuperate dall’armadio.

Non parliamo poi dell’abbigliamento, diciamo che ricordava il periodo di carnevale. Ovviamente convinto del mio, scelsi un percorso pieno di salite, per niente consono ad uno che sta iniziando a correre.

Forse non consideravo che sarei stato a piedi e non in auto, ammetto che non è stata una decisione intelligente.

Corsi tutti i giorni per un mese, e ovviamente qualche risultato lo raggiunsi. Ricordo che avevo un calendario appeso in camera, dove ogni giorno dopo essermi allenato, scrivevo la distanza che ero riuscito a percorrere.

Alcuni giorni appena un chilometro, altri cinque fino ad arrivare addirittura a dieci chilometri. La prima volta che li raggiunsi mi sentii un super eroe, mi convinsi di aver compiuto una grande impresa.

La sensazione che provai quando vidi i primi miglioramenti fu una felicità davvero strana, mi rese fiero ma allo stesso tempo mi fece perdere il contatto con la realtà, mi portò a strafare e ahimè, a sbagliare.

Mi accorsi di essere entrato in una nuova era, imparai a gestire i momenti di gioia e quelli di frustrazione,  superai i primi infortuni e i fastidiosi acciacchi. Il mio corpo incominciò a parlare con me, comunicandomi quanto potevo correre e quando dovevo fermarmi, diventando un alleato inaspettato. Finalmente capì l’importanza dello stretching, del recupero e cosa importantissima, dell’alimentazione.

Credo che quelli che hanno iniziato a correre da soli abbiano vissuto più o meno le stesse fasi e spero che tutti ne abbiano tratto degli insegnamenti, negativi e positivi.

L’inaspettata trasformazione

Dopo qualche mese ti accorgi che hai modificato tanto di te, e quello che ti sbalordisce è che sono stati cambiamenti spontanei, quasi facili azzarderei.

Per esempio, l’alimentazione che non è più quella di prima, ora fai più attenzione a quello che mangi e a quello che bevi e si, sei attento anche all’orario dei pasti.

Ragioni sulla qualità del riposo, delle ore di sonno, capendone la vera importanza. Sei piacevolmente soddisfatto al punto che pensi di metterti alla prova ancora una volta, vuoi di più dal tuo allenamento e decidi di iscriverti in una società di atletica leggera.

Mai scelta fu più azzeccata, anche se il contatto con la realtà è brusco e difficile da affrontare. In poco tempo capisci che gran parte delle tue convinzioni erano sbagliate, che la tua condizione atletica che ritenevi buona, in realtà non lo era affatto.

Scopri che l’allenamento non è composto solamente dalla classica ora di fondo cercando di percorrere sempre più chilometri.

Ti senti ridicolo, scarso, a volte fuori luogo. In alcuni momenti credi che gli atleti della società che dovresti considerare i tuoi compagni di squadra ti prendano in giro, che non abbiano il piacere di allenarsi con te.

Il cervello ti sta giocando un brutto scherzo cercando di convincerti a mollare, per cui non devi dargli retta e devi ripulire la tua mente da questi pensieri tossici, magari con una sana corsetta.

Pensa meno e corri di più

Dedicandoti con determinazione e ragionando sul tuo ingresso in un mondo dinamico e complesso come l’atletica leggera, scoprirai che potrai contare sul sostegno di tante persone, atleti e non, pronte a consigliarti donandoti parte della loro esperienza.

Non risparmiarti mai, cerca di rimanere umile perché non diventerai un fenomeno dall’oggi al domani. Affronterai tanti momenti difficili, non sarà semplice gestire gli aspetti psicologici e quelli fisici, ci saranno tanti alti e bassi che potrebbero demotivarti, ma dovrai stringere i denti.

Cerca di essere rapido a capire gli allenamenti, le gare e come si vive nella comunità podistica. Insomma, davanti a te avrai un mondo nuovo ed è in quell’istante che capirai che in quel mondo ci sei già da un pezzo, proprio da quel fatidico momento in cui hai preso la decisione di correre e di non mollare mai.

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