Intervista a Giorgio Calcaterra: ultramaratoneta tra i più conosciuti in Italia

Maratone Italia incontra Giorgio Calcaterra:

ultramaratoneta che ha raccontato la sua esperienza nel libro Correre è la mia vita “Quello per la corsa è stato amore a prima vista”

Domenica 24 giugno 2018, dopo aver letto alcune pagine del libro Correre è la mia vita, incuriositi da quello che ha scritto e volendo vederci “più chiaro” abbiamo incontrato Giorgio Calcaterra.

Giorgio è noto non solo per essere uno degli ultramaratoneti più conosciuti in Italia, ma anche per aver partecipato a ben due maratone in un giorno!

Tra chiacchiere amichevoli e riflessioni sulla corsa e sullo sport, ecco cosa ci ha raccontato della sua esperienza e i suoi consigli per i giovani che iniziano ad approcciare il mondo del running.

Ma passiamo ora all’Intervista a Giorgio Calcaterra:

D. Buongiorno Giorgio e benvenuto su Maratone Italia!

Prima di iniziare con la nostra chiacchierata e di parlare anche del tuo libro, Correre è la mia vita, che ne diresti di presentarti in poche parole ai lettori che non ti conoscono?

Buongiorno a tutti, sono un uomo di 46 anni e corro dall’età di 10 anni, cercando di mantenere lo stesso spirito che avevo quando ho cominciato: divertimento, passione e lealtà.

Ho partecipato a più di 1500 gare, tra cui diverse maratone, e ho vinto tre campionati del mondo della 100km.

 

D. Come è iniziata la tua passione per la corsa? Qual è la molla che ti ha fatto scattare e che ti ha spinto ad abbracciare questo sport?

Ho cominciato nel 1982 con una gara non competitiva della maratona di Roma.

Ricordo che mio papà, dopo aver visto la pubblicità, mi ha iscritto. Entrambi ci siamo subito innamorati della corsa in quel momento.

 

D. Cosa ricordi in particolare della tua prima maratona e quali sono state le emozioni che sono passate dentro di te in quel momento?

Della mia prima gara ricordo la gioia, l’abbraccio di mio papà al traguardo e il ricco ristoro finale.

 

D. Qual è stata l’esperienza positiva che ti ha segnato maggiormente e che ricordi ancora con molto affetto?

Le gare con mio papà, la sua passione e i suoi insegnamenti. Sono le cose che mi hanno fatto diventare l’atleta che sono e che ricordo ancora con moltissimo affetto.

 

D. Qual è invece l’episodio che, se potessi, cancelleresti con un colpo di spugna?

Cancellerei tutti gli atleti che si sono dopati, li cancellerei per sempre da tutte le classifiche, anche da quelle precedenti la loro positività.

 

D. Quando non sei in pista, cosa ti piace fare? Hai qualche hobby in particolare?

Mi piace leggere, cercare di documentarmi sulle mie passioni e amo il fai da te, dove però ammetto di non essere molto bravo.

 

D. Passiamo adesso a parlare del tuo libro, Correre è la mia vita: com’è nata l’idea di raccontare la tua esperienza di ultramaratoneta in un libro?

Correre è la mia vita è nato dalla consapevolezza dell’importanza dei ricordi.

È stato come scrivere un diario della mia vita…è stato il mio primo libro, una sorta di biografia scritta con l’amico Daniele Ottavi.

Dopo due anni è nato anche Correre da zero a cento, scritto sempre con Daniele, dove do consigli sia a chi vuole cominciare sia a chi vuole partecipare ad una 100km.

 

D. È stata dura trovare un editore oppure ci hai messo meno di un soffio di vento a trovarne uno interessato a pubblicare il tuo lavoro?

Avevo già in mente di farlo, ma rimandavo sempre per via dei tanti impegni, fino al giorno in cui ho trovato prima un amico che mi ha aiutato a scriverlo, poi un altro amico con il quale abbiamo stampato le prime 3000 copie.

Il libro andava bene e così in poco tempo abbiamo trovato anche la casa editrice che ha stampato e distribuito 20’000 copie.

 

D. Hai già partecipato a qualche fiera del libro? Se sì, dove sei stato e cosa porti dentro di quell’esperienza, se no, ti piacerebbe farlo?

Sì, ho partecipato alla prima edizione della Fiera del Libro di Milano ed è stata una bella esperienza.

 

D. A chi consiglieresti di leggere il tuo libro e perché?

A chi ha voglia di sentire la mia storia e anche a chi vuole vedere la corsa come divertimento, ma senza dover necessariamente rinunciare alle prestazioni.

 

D. Tornando a parlare invece dello sport che pratichi e che ami, è vero che in un giorno hai corso ben due maratone o è una “leggenda metropolitana”? Se sì, come hai fatto a raggiungere questo risultato così strabiliante (almeno per me che non sono una sportiva)?

È vero. Qualche anno fa ho corso la maratona di Roma arrivando nono assoluto, ho fatto l’antidoping e poi sono ripartito per un nuovo giro, cercando di raggiungere gli ultimi per arrivare con loro e festeggiarli.

Sì, perché gli ultimi vanno sostenuti e applauditi come i primi, anche perché corrono molto più a lungo di chi arriva nella parte alta della classifica.

Ci sono riuscito grazie alla passione, alla determinazione e anche grazie a molto allenamento.

 

D. Se fossi un allenatore e in questo momento dovessi dare un consiglio ad un runner che vuole cominciare ad approcciare l’ultramaratona, qual è il primo che gli daresti?

Non pensare ad andare forte e aumenta con molta costanza e gradualità i chilometri che percorri settimanalmente. Ascolta sempre i messaggi del tuo corpo, ma attento a non confonderli con la pigrizia. Preparati anche psicologicamente, pensando che correre è una cosa bella e che devi goderti il viaggio più possibile.

 

Grazie mille Giorgio per la tua disponibilità!

 

Di seguito il libro di Giorgio Calcaterra citato nell’intervista:

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