Velocità vs Resistenza: qual è la scelta migliore?

Velocità vs Resistenza: qual è la scelta migliore?

I corridori credono che la formazione sia una cosa complicata ma la verità è che è una pura questione di equilibrio. Prima di tutto la formazione è essenzialmente un atto di bilanciamento della resistenza e della velocità in modo da raggiungere tutti i nostri obiettivi di corsa. Sicuramente dobbiamo costruire una base di resistenza prima di cominciare un lavoro di velocità, ma mettere troppa enfasi immeritata su entrambi i lati della medaglia portata a far precipitare le prestazioni e spesso fa arrivare al sovrallenamento. L’esatto equilibrio di velocità e resistenza dipendono dal corridore e dalla distanza che si sta per percorrere.

Un modo molto semplice e veritiero di pensare all’allenamento è immaginare che il lavoro di velocità e il lavoro più lento siano due forze opposte in una partita di tiro alla fune. Se facciamo troppo lavoro di velocità poi la corda viene tirata troppo su quel versante e l’altro della resistenza ne subisce le conseguenze o viceversa. Ne consegue che al fine del miglioramento dobbiamo aggiungere stimoli di formazione per ogni lato della corda: solo così potremo ottenere un risultato ottimale.

Un recente studio di High Intensity Interval ha scoperto che dopo aver eseguito settimane di interval training le prestazioni dei partecipanti erano migliorate ed era stato registrato il cambiamento di un enzima responsabile delle fibre a contrazione veloce (CV) e non c’erano stati cambiamenti nella capacità ossidativa e nelle modifiche alle fibre in contrazione lenta (CL). Dunque un allenamento continuo senza alcun supporto per il lato della resistenza provoca uno spostamento sempre maggiore, dunque le nostre fibre a contrazione veloce alla fine sarebbero molto addestrate ma le fibre a contrazione lenta sarebbero trascurate. La chiave dunque è mantenere l’equilibrio tra le forze opposte e sostenere il lavoro anaerobico con il lavoro aerobico e viceversa.

Il primo passo da fare è sempre identificare i propri punti di forza e di debolezza. Individuare le aree che necessitano di maggior lavoro permette di dedicare il vostro tempo alle attività di formazione adatte che forniranno il massimo valore. La difficoltà sta nell’identificare con precisione i punti deboli, specialmente in gestione a ciò che si sente con ciò che sta accadendo fisiologicamente nel nostro corpo. Ad esempio una sensazione simile a cemento pesante alle braccia e alle gambe alla fine di una 5K non significa debolezza muscolare e che avete bisogno di trascorrere del tempo in palestra. Quella sensazione è causata dal rilascio di ioni di idrogeno oltre la soglia anaerobica che crea un ambiente acido nei muscoli, perciò questi corridori farebbero meglio a battere la strada con la corsa veloce piuttosto che fare un allenamento in palestra per fortificare i muscoli.

La chiave di tutto è essenzialmente il bilanciamento e la capacitò di riconoscere i segnali che ci invia il nostro corpo, tanto basta a migliorare le nostre performance.

Avanti runners!

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