XIII La Jennesina – Subiaco Jenne (RM) 06 Luglio 2019

Ennesimo successo per questa manifestazione che ormai è diventato un classico del podismo laziale.

Prendo parte a questa manifestazione per la prima volta e da come me l’hanno descritta, sarà una sofferenza, dato la mia “allergia” alle ascese, poiché i primi 7,5 km saranno di dolci salite, con una pendenza media del 5%, e gli ultimi 2,5 km di discesa, prima di qualche centinaia di metri dentro ai vicoli del paese.

La gara si disputa su di un panoramico tracciato completamente chiuso al traffico, immerso nelle bellezze del parco dei Monti Simbruini, e si partirà a Subiaco dai Monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto, dove si ritirano i pettorali, ad una altezza di 510 m. s.l.m per arrivare nel borgo medioevale di Jenne a 850 m. s.l.m.

Dopo averla fatta in macchina, per arrivare al luogo di arrivo per lasciare la macchina, reputo che il mio obiettivo personale sarà di cercarla di fare sotto l’ora.

Arriviamo nella piazzetta di Jenne, dove è previsto l’arrivo, e lasciamo la macchina al comodo parcheggio sottostante il municipio.

Dopo aver aspettato i compagni di team, per distribuire i pettorali, andiamo in macchina a cambiarci poiché poi delle navette ci porteranno in zona partenza.

Questa è forse l’unica cosa da cambiare, dato che abbiamo aspettato troppo, per salire sulle stesse, e siamo arrivati ad un quarto d’ora dalla partenza.

Alexio D'Alessio durante maratona la jennesina

Foto a cura di Gianni Marchese

La Partenza

Dopo esserci rinfrescati aduna fontana e le foto di squadra di rito, è avvenuta la partenza con qualche minuto di ritardo. La strada inizia subito “dolcemente” a salire, ed io riesco a resistere un paio di km, prima di fare per 4-5 volte una ventina di secondi di cammino per poi riprendere a corricchiare ad un ritmo abbastanza decente.

Ogni tanto c’è una galleria di poche decine di metri, completamente all’ombra e poi al 5°km vi è il ristoro di sola acqua di cui approfitto per bere e bagnarmi la testa.

Fa caldo e non caldissimo, d il passaggio ai 5 km avviene ad una media di 5 e 39; rimangono solo un paio di km di salita in cui stringo i denti e riesco a recuperare qualche posizione.

Appena finisce la salita, vi è un altro ristoro di sola acqua e poi inizia una discesa di circa 2,5 km, in cui anche non andando al massimo, riesco a recuperare una decina di posizioni, e la mia media drasticamente scende, difatti faccio il 9°km a 4e14 ed il 10° a 3 e 23, aiutato dagli ultimi 2-300 metri di discesa ripida, appena si entra nel paese che ci ospita, acclamati dagli abitanti.

Gli ultimi 200 metri avvengono nelle viuzze strettissime del borgo del paese, e concludo al mia fatica nel real time di 53 minuti e 32 secondi,classificandomi 108°assoluti sugli oltre 400 arrivati

L’arrivo e i vincitori della XIII La Jennesina

Dopo l’arrivo c’è un ristoro di liquidi, ciambelline casarecce ed anguria, e di seguito in zona municipio, vi è il ritiro del paccogara, costituito da una sacca contenente la maglia tecnica logografata, acqua ed un buono per la cena che si svolgerà in piazza.

Dopo essermi cambiato, insieme ai compagni di team ceniamo in piazza, e proseguiamo la serata nella piazza stessa dove vi sono musiche e balli per tutti, grandi e bambini.

Per la cronaca i vincitori, entrambi con il record del percorso, risultano essere tra gli uomini il giovane burundiano NIYOMUKIZA che con il fantastico tempo di 35 minuti e 56 secondi infligge un distacco di oltre 3 minuti al secondo arrivato; tra le donne si classifica prima, nonché 9^assoluta, battendo il record femminile della gara di un solo secondo, ERMINI Aurora (ACSI ATLETICA ITALIA) con il tempo di 43 minuti e 34 secondi.

Una gara bella davvero, da rifare, magari più preparati per le salite, così da evitare di camminare per qualche tratto.

a cura di Alexio D’Alessio

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